di Francesco Sanzà.
Nel corso della vita a tutti può capitare di affrontare momenti più o meno belli.
Uno in particolare ci accomuna in maniera inesorabile ed è quello della cessazione della vita, della morte insomma, senza troppi tabù.
In questo articolo voglio parlare di un tema spesso non chiaro come quello della successione “mortis causa “ e del testamento.
Incontro ogni giorno tante persone, molte delle quali sono miei clienti e proprio con questi ultimi, in particolare gli imprenditori, spesso si tratta il tema del “passaggio generazionale”.
E’ un evento che se gestito in maniera sbagliata può portare catastrofi familiari e aziendali.
Questo articolo spero faccia un minimo di chiarezza sull’importanza di prendere delle decisioni in vita, che nulla costano ma che possono lasciare molteplici vantaggi a chi viene dopo di noi.
Cos’è la successione?
Quando si parla di successione “mortis causa”, si intende l’evento al quale, in seguito alla morte, i beni patrimoniali si trasferiscono da un soggetto “de cuius” ad altri soggetti “eredi”.
La successione è un passaggio molto delicato da gestire, anche da un punto di vista di costi;
Per avere un’idea dei costi successori ecco una tabella che ci indica come nel contesto Europeo siamo un paradiso fiscale da questo punto di vista.
Nel caso in cui nella successione ci siano beni immobili, oltre all’imposta di successione di cui sopra, devono essere pagate l’imposta ipotecaria (2% sul valore lordo degli immobili) e l’imposta catastale (1% sul valore lordo degli immobili); qualora per il beneficiario si tratti di “prima casa”, tali imposte sono pari a € 200 euro ciascuna.
Infine, sempre nel caso di trasferimento di beni immobili, devono essere pagate l’imposta di bollo (€ 58,48 per ogni formalità di trascrizione richiesta), la tassa ipotecaria (€ 35 per ogni ufficio del Territorio territorialmente competente) ed i tributi speciali (€ 18,59 per ogni Conservatoria).
Dal punto di vista dei beni che ne sono oggetto, la successione può essere:
Se un testamento non definisce bene l’intera successione, la stessa sarà in parte testamentaria e in parte legittima.
Bene, ora passiamo alle quote di legittima spettanti a parenti, genitori, figli (ascendenti e discendenti) tutti legittimari.
Per fare chiarezza su questo punto, in assenza di testamento queste sono le quote spettanti agli eredi legittimi.
In presenza di testamento invece, le cose cambiano e anche tanto.
A volte fare testamento è fondamentale perché, oltre a far valere le volontà del de cuius, evita di lasciare gli eredi in balia di scelte che, come spesso accade, creano conflitti.
Il testamento inoltre è uno strumento di ottimizzazione fiscale e finanziaria.
Questa la tabella riepilogativa:
Cos’è il testamento?
Il testamento è quel documento con cui chiunque può disporre del proprio patrimonio, fino a quando non avrà cessato di vivere.
Questo documento deve essere redatto unilateralmente, revocabile (fino alla morte) e può contenere disposizione di carattere patrimoniale e non.
Ci sono generalmente 3 tipi di testamento:
Secondo una ricerca del 2019 si sta diffondendo sempre di più il testamento olografo ma dobbiamo anche dire che il pubblico è quello più sicuro.
Il testamento olografo è senz’altro utilizzato per la sua praticità ed economicità.
Necessita di forma semplice scritta a mano dal soggetto, pena di nullità, indicando data e luogo di sottoscrizione.
Questo testamento lo dovrà conservare il testatore e/o una persona di sua fiducia, che dovrà esibirlo dopo la sua morte. Consiglio personalmente sempre 2 o 3 copie dello stesso.
Tuttavia, se si vuole limitare il rischio che il testamento possa essere impugnato (ad esempio, perché la grafia è illeggibile oppure per violazione delle quote di legittima) è consigliabile farsi aiutare da un professionista come il consulente finanziario.
Il testamento pubblico è invece redatto dal notaio in presenza di due testimoni. Il notaio riceve le volontà del testatore e le “traduce” in termini giuridici, evitando così che il testatore possa incorrere in qualche nullità o violazione di quota legittima.
Il testamento segreto, poco utilizzato, è scritto dal testatore anche non a mano e viene consegnato, in presenza di due testimoni, ad un notaio che lo conserva in busta chiusa fino alla morte del testatore.
Se il testamento è stato redatto dal notaio, quindi pubblico, lo si trova all’Ufficio Centrale degli archivi notarili, solitamente ce n’è uno in ogni provincia italiana.
L’eredità, messa a conoscenza, può essere accettata o meno. L’accettazione può essere anche tacita.
Se gli eredi accettano, accolgono anche un eventuale situazione debitoria.
La legge prevede quindi di poter:
Spero di aver fatto un pò di chiarezza su un argomento così importante .
La Successione e il Testamento sono temi che toccano la nostra sensibilità, ma con i giusti accorgimenti e consigli si può arginare almeno la questione di gestione del patrimonio.
L’Italia resta un vero e proprio paradiso fiscale rispetto al resto d’Europa – e non solo.
Tanto che, nel corso degli anni, non sono mancati i richiami da parte della Commissione Ue ad un maggiore equilibrio nella legislazione della materia tra i diversi Paesi membri.
Per ora nulla è stato deciso ma, prima o poi, le aliquote saranno ritoccate (probabilmente al rialzo) e,prima o poi,dovremo definire cosa fare con il ricavato di tanti sacrifici fatti in vita.
Al prossimo articolo.